Ormai ci ritroviamo sempre di più a comunicare in un quadratino ristretto: videochiamate, webinar, riunioni online e persino interviste tv in collegamento da casa.

In questi casi per farci ascoltare non basta saper parlare, ma ci sono moltissimi fattori che contribuiscono ad abbattere l’attenzione di chi ci ascolta. Ci ritroviamo allora a dover improvvisarci esperti anche di comunicazione non verbale per far sì che il nostro messaggio arrivi forte e chiaro e la prossemica video diviene una prerogativa di tutti, non solo di chi si occupa di tv o per gli youtuber.

 

Mezzi diversi, efficacia differente

 

Comunicare di persona è sempre tutta un’altra faccenda. Eh sì, perché più il discorso è complesso e più è importante sostenerlo con un bel vis a vis.

Provate a pensare alle lezioni: con uno sforzo di concentrazione, potremmo anche sostenere 8 ore di lezione dal vivo (con le pause, eh!), ma online? Dopo 2, massimo 3 ore, di lezione online inizieremmo a squagliarci e a iniziare a diventare un tutt’uno con la sedia. Anche ad essere degli oratori provetti, il pericolo di non riuscire a mantenere alta l’attenzione di chi ascolta è sempre dietro l’angolo.

Perché accade ciò?

Innanzitutto, non tutti i mezzi hanno la stessa efficacia per il messaggio parlato: più elementi del linguaggio del corpo sottraiamo alla nostra comunicazione e più la sfida è difficile.

Per essere convincenti o per lanciare un messaggio con una forte carica emotiva, contatto visivo, gestualità, prossemica e mimica facciale sono determinanti per aumentare il coinvolgimento dell’ascoltatore. Va da sé che avremo una differente efficacia di base a seconda dei mezzi che utilizziamo:

  • Comunicazione in presenza: 100%
  • Comunicazione al telefono: 45%
  • Comunicazioni scritte:(mail, WhatsApp, post sui social, ecc…): 7%
  • Comunicazione video: 70%

Ovviamente questi numeri possono salire, se sappiamo sfruttare bene le particolarità del mezzo e i suoi punti forti, come ad esempio una narrazione avvincente e il giusto utilizzo della voce nel caso del telefono.

Se vogliamo far salire quel 70% nelle nostre comunicazioni nelle videochiamate, dovremo prima di tutto andare in contro ai nostri spettatori e capire che stanno facendo una fatica mentale maggiore, rispetto all’ascolto di un messaggio dal vivo.

 

La fatica mentale e psicologica nelle videochiamate: aiutiamo l’ascoltatore

 

Durante le videochiamate, la nostra comunicazione è mediata dallo schermo e per tanto è molto importante saper gestire la prossemica, ovvero le distanze che adottiamo in rapporto ad esso, perché queste possono alleggerire lo sforzo mentale e psicologico di chi ci ascolta. “Ma non siamo mica in tv!” qualcuno potrebbe controbattere. Beh, siamo comunque dietro uno schermo.

 

Attenzione alla prossemica nelle videochiamate

 

Ciascuno calibra le distanze interpersonali in base a quanto una relazione è per noi intima o formale.

La cosiddetta “bolla prossemica” consiste nello spazio che concediamo solo a persone con cui riteniamo ad avere una relazione forte ed intima. Quando qualcuno irrompe nella nostra bolla, proviamo un forte disagio: vi farebbe piacere se uno sconosciuto vi parlasse tenendovi il viso fra le mani? Probabilmente no.

Ecco, questa regola vale anche per le comunicazioni video. Un primo piano eccessivamente ravvicinato offre la stessa sensazione di disagio: dal vivo non parlereste mai con il volto ad un palmo dal naso dell’altro, evitate di dare la stessa sensazione in video.

Anche un’immagine troppo distante, però, dà una cattiva sensazione. Una figura intera che ci parla in una videochiamata è percepita come eccessivamente distante.

Quindi, prima di posizionarvi davanti la webcam, chiedetevi sempre: in che relazione sono con la persona a cui dovrò parlare? In base alla risposta, avrete una prima indicazione su quale sia la distanza giusta da tenere.

 

L’effetto occhi negli occhi in una videochiamata

 

In una comunicazione a tu per tu ci guardiamo negli occhi e quando siamo un palco, per “guardare” tutti, buttiamo lo sguardo in fondo alla platea. In una videochiamata, invece, tendiamo a dare l’impressione di avere sempre uno sguardo distolto. Questo perché ci concentriamo sull’immagine delle finestre, quella in cui si trova l’altro o quella in cui siamo noi per capire se abbiamo i capelli a posto, e finiamo per avere sempre le pupille rivolte da un lato.

In questo modo ci priviamo del contatto visivo diretto con chi ascolta: è come se non lo stessimo guardando negli occhi.

Un buon trucco, allora, è quello di rivolgere il più possibile gli occhi in direzione della webcam e di mettersi con la sedia in una posizione un po’ più scostata dalla tastiera del pc. In questo modo riusciremo ad osservare anche quello che avviene nello schermo. Provate a far entrare nella vostra inquadratura anche collo e spalle e otterrete anche una buona prossemica.

 

La cura dello spazio

 

Anche il luogo che viene inquadrato durante la video chiamata comunica qualcosa. Uno spazio mal gestito finisce per distrarre chi vi sta guardando che, invece di ascoltarvi, magari corre il rischio di innamorarsi delle vostre tende stilosissime.

Uno sfondo il più possibile neutro, non solo vi metterà al centro dell’attenzione, ma eviterà anche a chi guarda di incorrere in un eccesso di stimoli che affaticano le risorse mentali e quindi attenzionali.

Se non avete un muro bianco o dai toni freddi o neutri, provate ad utilizzare uno sfondo predefinito che sia il più semplice possibile. E mi raccomando, fate attenzione alle librerie: vanno di gran moda, ma se i libri li avete tutti spaglicciati, evitatele!

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