Che cos’è lo ShowCoaching

 

Lo ShowCoaching è un metodo di insegnamento che fonde in sé la motivazione, l’efficacia comunicativa e le emozioni suscitate dallo spettacolo.

Le metodologie, riprese direttamente dall’arte perfomativa e dalle neuroscienze, aiutano chi sta apprendendo a scolpire le informazioni non solo nella mente, ma di viverle in prima persona.

Corpo, emozioni e mente sono tutti elementi indispensabili per comunicare: se si vuole dire qualcosa, bisogna farlo con tutto di noi stessi!

Le parole del coach si integrano allora ad azioni metaforiche, ma che non siamo abituati a veder da un insegnante: avete mai visto un professore in classe giocare con la magia di una bolla di sapone? O è roba da veri maghi o da professionista di ShowCoaching o entrambe le cose insieme.

Tutto ciò ha la funzione di risvegliare la parte emotiva a sostegno di quella logica e della memoria: è così che il coach inizia ad attivare in chi guarda tutto ciò che in seguito occorrerà all’osservatore stesso per comunicare la sua storia, il suo punto di vista.

Sono, infatti, le emozioni che veicolano le nostre informazioni e le rendono comprensibili agli altri.

Anche chi sta imparando, oltre ad ascoltare, sarà chiamato a mettere in pratica ciò che ha da poco appreso con atti artistici come il fare bolle di sapone o presentare un gioco di prestigio.
Si è, così, messi subito al centro della propria perfomance, vivendola con uno sguardo ora più vivo e attento.

Attivare sia la parte emotiva che analitica della nostra mente ha come effetto immediato una maggiore consapevolezza di sé e di ciò che si ha intorno. Sì, proprio come accade in uno spettacolo su di un palco.

 

La spinta gentile: una questione di nudge!

 

Un elemento basilare dello ShowCoaching è l’approccio attraverso la spinta gentile o anche detta teoria dei nudge.

Si tratta di un modello motivazionale che spinge la persona verso un apprendimento mai forzato. La mediazione dell’arte, in questo caso, utilizza anche gli elementi del tono della voce e della suggestione per accompagnare verso nuove conoscenze.

Il formatore metterà chi apprende in condizioni di vivere delle emozioni e di utilizzarle come contenitori di informazioni, attraverso una modalità progressiva e naturale. Gentile, appunto.

 

Le bolle di sapone: metafore ed emotività nello ShowCoaching

 

Immaginate che il vostro formatore vi stia parlando di obiettivi. Sicuramente vi dirà che un obiettivo si raggiunge un passo alla volta e che ogni piccolo tentativo è il nuovo obiettivo da aggiungere per arrivare a quello finale. Vi parlerà di quanto per essere focalizzati sulle proprie aspettative future, è necessario concentrarsi prima sulla tappa presente. Per montare un puzzle, è necessario inserire un pezzo alla volta, no?

Bene. Il coach ha fatto il suo discorso motivazionale. Tutto molto bello, tutto molto giusto, ma poi? Magari torneremo a casa e quelle parole saranno già disperse, diradate per far spazio a quei pensieri ancorati dall’abitudine e che non lasciano posto a nuove consapevolezze.

Serve un gancio, qualcosa che le fissi. Serve il filo che non faccia volar via il palloncino.

Quando si scrive, i ganci sono le immagini che creiamo con le parole, come il palloncino. E quando si parla? Quando si parla servono le azioni: voce, gestualità e…bolle di sapone!

Immaginate, allora, che il coach non sia interessato a sciorinare una serie di concetti e basta (avreste potuto leggervi da soli un bel manuale!), ma che invece preferisca che voi stessi facciate esperienza diretta di ciò che ha da poco affermato. L’esperienza vi permetterà di interiorizzare quei concetti e di capire come usarli in base alle vostre necessità.

È facile dire “volere è potere” o “se lo immagini, puoi farlo”, difficile, invece, è prendere una reale direzione e interiorizzare i propri obiettivi, adattarli alle nostre necessità.

Il formatore ad un certo punto inizierà a fare qualcosa di strano, di inaspettato. Armeggia con dell’acqua e fra le mani inizierà ad accrescere una bolla di sapone. È una magia apparentemente semplice, giocosa, che però nasconde le sue insidie: la bolla può scoppiare e occorre sapere utilizzare pazienza e maestria. Serve capire come far crescere la bolla un po’ alla volta dando retta alle necessità dell’acqua e anche alle necessità delle nostre stesse mani.

Una questione di attenzione, di tecnica, se vogliamo, ma senza il senso di cura verso la bolla e noi stessi, scoppierebbe tutto in un nulla di fatto.

Ed ecco il gancio emozionale e qui lo stupore ci dà un contatto diretto fra il concetto e la sua realizzazione pratica, con garbo e gentilezza.

 

Questo metodo è stato creato dal nostro coach Paolo Abozzi e viene utilizzato anche per i nostri corsi Mediatrainer.

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