«No respect for you».

Così il sindaco Przemysl, Polonia, Wojciech Bakun ha apostrofato il leader della Lega, Matteo Salvini, nel momento della sua visita nella cittadina polacca l’8 marzo. Sventolando una t-shirt con la figura stilizzata di Vladimir Putin, Bakun ha attaccato Salvini per le sue passate dichiarazioni sul leader russo e lo ha invitato ad andare al confine polacco per condannare fermamente Putin e prendere posizione contro i crimini di guerra.

Inutile dire che il leader della Lega si aspettava un ben altro benvenuto e si è ritrovato spiazzato dalle contestazioni non solo del sindaco ma anche da italiani presenti che, al grido di «buffone», «pagliaccio» e «vergognati» lo hanno indotto ad allontanarsi dalla piazza.

Ma come ha risposto Salvini alle proteste? Che tecnica comunicativa ha utilizzato?

C’è da dire che, come esponente politico, Salvini è un abitudinario ed è solito adottare strategicamente uno stile che gli permette di glissare facilmente da conversazioni scomode. E, anche in questo caso, è riuscito a sviare dall’oggetto della contestazione, utilizzando una tecnica che lo ha reso famoso nella sua carriera politica: l’elenco.

«Siamo qui per salvare le persone, i bambini, le donne», ha risposto il leghista. «Non ci interessa la polemica della sinistra polacca o italiana, siamo qui per aiutare chi scappa dalla guerra», continua Salvini, spostando l’attenzione sul motivo della visita e tentando di ricontestualizzare il discorso al fine di evitare una risposta diretta.

What, Who, Where, Why, When

È la tecnica delle 5W, principio cardine dello stile giornalistico anglosassone, “sporcata” dal tentativo di evocare immagini mentali alternative rispetto all’obiezione come, ad esempio, il commento rilasciato dal suo hotel poco dopo: «Nel mio piccolissimo sto mettendo un mattoncino fra milioni di mattoncini. Se una cinquantina di bimbi con le loro mamme prenderanno un pullman direzione Italia, il mio cuore sarà colmo di gioia».

È fondamentale rimarcare il fatto che tutte queste parole sono arrivate “a freddo”, in momenti successivi alla contestazione in piazza. In quel particolare momento, infatti, l’unica risposta di Salvini è stata un diplomatico «buon lavoro» rivolto al sindaco di Przemysl – sintomo dello spiazzamento del leader leghista – prima di girare i tacchi ed allontanarsi tra gli insulti della folla.

Che piaccia o meno, è impossibile negare che sia una strategia comunicativa vincente, che permette di svicolare senza dare troppo nell’occhio e puntare contemporaneamente l’attenzione su temi condivisi da tutti e incontestabili dalle opposizioni. Tuttavia, a forza di utilizzare questa tecnica si rischia di perdere credibilità e, non a caso, i dati dicono che nel giro di una settimana il Capitano ha perso circa 260mila voti, scendendo dal 17% al 16,2%.

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