Le emozioni fanno parte dell’essere umano e sono parte anche della leadership e dei suoi processi: se un leader non sa gestire le proprie emozioni, infatti, le sue comunicazioni diventano disfunzionali e il suo carisma si abbassa. Imparare a gestire la propria sfera emotiva e a far leva sulle emozioni altrui è quindi una delle soft skills più importanti per accrescere il proprio livello di leadership.

In natura esistono le cosiddette “emozioni primarie”, ovvero quattro sensazioni che sono alla base del movimento reattivo. E’ importante sottolineare che le emozioni non si dividono mai tra positive e negative: è il come una persona la gestisce che determina la funzionalità o la disfunzionalità di un’emozione.

Ora analizziamo insieme le quattro emozioni basiche.

Paura

Quest’emozione è quasi sempre demonizzata e viene vista come qualcosa da superare, con un’accezione negativa. Tuttavia, la paura è l’emozione più ancestrale e potente: senza di essa l’essere umano non avrebbe avuto nessuna evoluzione in quanto è un meccanismo che si attiva quando percepiamo un pericolo e che, se gestita bene, ci fa compiere gesti e decisioni che ci salvano la vita.

La paura come limite nasce da una sensazione talmente potente che può creare tre diversi processi disfunzionali:

  • Freezing: che letteralmente significa “congelarsi”, avviene quando una persona è totalmente bloccata dalla paura;
  • Fight: ovvero “combattere”. È una reazione impulsiva, a volte scatenata dall’adrenalina, che porta la persona a lanciarsi in azioni senza controllo e senza ragionamento;
  • Flight: cioè “prendere il volo” o, più semplicemente, scappare. È una delle reazioni disfunzionali più comuni che può avvenire in anticipo, cioè evitando a priori ciò che innesca la paura o non appena subentra l’emozione.

Come si superano le azioni disfunzionali della paura? Attraverso la consapevolezza che essa diminuisce nel momento in cui la affrontiamo. Da leader bisogna evitare di demonizzare quest’emozione perché può portare ad un crollo della leadership nei momenti di crisi; al contrario, è necessario affrontarla gradualmente in quanto permette di gestire le varie situazioni e le varie criticità.

Rabbia

E’ un’emozione che è quasi sempre un limite, un’estremizzazione e quindi quasi sempre disfunzionale ma con due diversi sfoghi: o la si lascia andare senza controllo e quindi si arriva a “esplodere”, oppure la si tiene dentro finché non è più possibile controllarla e si finisce per “implodere”.

È un limite perché perdere il controllo equivale sempre ad una perdita di leadership ma è possibile gestirla e renderla funzionale nel momento in cui quest’emozione genera energia, carica e motivazione. Incanalare e indirizzare questa emozione verso un’attività è ciò che spesso permette alle persone di superare limiti e ostacoli mentali posti precedentemente. La connessione tra rabbia e motivazione, infatti, risiede nella rielaborazione dell’emozione disfunzionale in una sorta di competizione con sé stessi, che spinge la persona a trarre il meglio da una sensazione negativa.

Dolore

E’ l’emozione primaria più duratura che un essere umano possa provare. Un leader dovrà saperlo gestire senza lasciarsi trascinare da esso, ma dovrà anche avere la forza di saperlo mettere da parte per un “bene superiore”.

Il dolore diventa una risorsa quando ci offre un’indicazione di giusto o sbagliato (ad esempio, quando durante un allenamento un muscolo fa è il segnale di non continuare) e porta un leader a prendere decisioni più ponderate.

Piacere

E’ considerato un limite quando diventa il centro di gravitazione mentale dell’essere umano e porta la persona a non razionalizzare correttamente lo stimolo e non riconoscerlo come potenzialmente pericoloso (un esempio molto chiaro è quello rappresentato dalle varie dipendenze). Un leader non può permettersi di avere un giudizio poco equo o irrazionale, in quanto le sue decisioni impattano profondamente sulla vita dei suoi followers.

Esistono due modalità per gestire questo limite:

  • Se le persone non si concedono mai un momento di piacere è necessario regolarizzarlo per imparare a gestire tutte le emozioni in modo equilibrato;
  • Se si tende ad eccedere con questa emozione bisogna imparare a terminare una prestazione con una sensazione di piacere, che permette alla persona di concentrarsi prima sulle proprie responsabilità e doveri e, solo successivamente, rilassarsi.

Per un leader è quindi fondamentale saper gestire le proprie emozioni, interiorizzarle senza però lasciarsi travolgere da esse. Esse, infatti, rappresentano un efficace metodo di comunicazione verbale e non verbale che determinano le qualità di una leadership e il suo impatto sui followers.

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