La biografia è il nostro biglietto da visita: è la prima cosa che le persone vedono di noi quando ci cercano nei social o ci leggono nel nostro blog, per questo scrivere una efficace è davvero importante.

Diventa un punto di contatto fra uno (noi) e molti e consente a questi di avere un primo input per seguirci o per affidarsi a noi a livello professionale. In una biografia, però, abbiamo davvero pochissime righe e in uno spazio ristretto dobbiamo risultare convincenti ed accattivanti.

Come fare?

 

La domanda più intima di una biografia: chi sono?

 

Il “chi sono” è la domanda più pericolosa del mondo. Dobbiamo guardarci dal di fuori ed essere obiettivi con noi stessi: la cosa più difficile è capire quali sono realmente gli elementi che più ci caratterizzano. Insomma, è una vera e propria analisi introspettiva quella che abbiamo davanti. Bisogna fermarsi un attimo per capire cosa ci contraddistingue.

Molte volte si confonde il “chi sono” con il “cosa faccio” e non c’è niente di più sbagliato. Quello che facciamo a livello lavorativo, ad esempio, è solo una parte di noi e, davvero, una posizione lavorativa non ci distingue seriamente. Non siamo solo il nostro lavoro. E per fortuna!

Certo, se stiamo scrivendo una biografia professionale, dire cosa facciamo è fondamentale, ma sarà proprio il nostro “chi sono” a offrire una percezione a tutto tondo della nostra persona e ad incuriosire chi ci sta leggendo. In questo caso, il trucco consiste nell’inserire il nostro personalissimo tocco all’interno di un testo che altrimenti conterrebbe solo informazioni fredde.

 

Alcune domande utili da porsi prima di iniziare a scrivere la nostra biografia

 

Che sia per il sito della tua azienda, per il tuo profilo LinkedIn, fino alle bio condensate di Instagram, chiederti “chi siete” sarà sempre la chiave di partenza per una biografia professionale davvero efficace.

Prova a rispondere ad alcune di queste domande per trovare qualche spunto:

  • Quali sono le tue passioni?
  • Cosa ti piace fare e cosa non vorresti mai fare?
  • Quali sono i tuoi valori forti?
  • Le tue passioni e i tuoi valori s’intrecciano con il tuo lavoro?
  • Riescono a darti punti di vista differenti?
  • Ti forniscono modi d’applicazioni utili e differenti nel tuo ruolo lavorativo?
  • Che cosa sai fare?
  • Hai degli hobby a cui ti dedichi con particolare intensità?
  • Hai avuto dei mentori o degli insegnanti noti al tuo pubblico? (Nelle biografie più ampie, come in LinkedIn, questa è un’informazione che può dire molto sul tuo modus operandi)

 

La seconda domanda fondamentale da porsi: cosa vuoi?

 

Mentre la parte del “chi sono?” è fissa, quella inerente al “cosa vuoi?” è molto più variabile.

In genere, non vogliamo ottenere lo stesso scopo per ogni contesto. Ad esempio: sei su LinkedIn per cercare lavoro o hai già una carriera sicura e la biografia ti serve da vetrina statica? Instagram ti serve per pubblicizzare le tue attività lavorative o lo utilizzi solo a scopo personale o magari per promuovere dei valori o delle cause a cui sei particolarmente legato? La pagina del “chi siamo” della tua azienda usa un tono informale o vuole creare un impatto più diretto e accattivante per coinvolgere chi legge anche sul piano emotivo?

Il “cosa vuoi” serve a far chiarezza sul tuo obiettivo e sul motivo che ti ha spinto a presidiare una determinata piattaforma, anziché un’altra. Ognuna di queste ha un pubblico differente o per lo meno che si aspetta contenuti differenti e ciò andrà ad influire sul tone of voice della tua biografia e sul suo adattamento a livello formale.

Quindi, ricapitolando: cosa vorresti che facessero le persone una volta che hanno letto la tua biografia? Ad ogni diverso intento, corrisponderà un diverso modo di presentarsi.

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