Avete mai sentito parlare di tapping, crickling, scratching, brushing o blowing?

No, non sono parole inventate. Sono verbi inglesi che stanno ad indicare stimoli uditivi e sensoriali che permettono il rilassamento o la sonnolenza attraverso un semplice video o audio.

Autonomus Sensory Meridian Response, o in breve ASMR, è il termine utilizzato per indicare il fenomeno esploso su Youtube nel 2010, e tutt’ora in crescita, che ha l’obiettivo di far provare formicolii, brividi o comunque sensazioni rilassanti all’utente, attraverso alcuni trigger.

Soffiare su un microfono, spazzolare i capelli, sfregare le dita su diverse superfici o masticare cibo sono tutti suoni che, se riprodotti attraverso un microfono binaurale, permettono ad alcuni individui di provare una sensazione piacevole dal cuoio capelluto fino al resto del corpo. Ma basta anche la voce – whispering (sussurro), soft spoken (voce bassa), inaudible (mormorio confuso) – a provocare tutti questi trigger.

E, spesso, non serve neanche quella.

Parliamo infatti di trigger visivi quando facciamo riferimento a face massage, hands movement o makeup role play ovvero, tutto ciò che riguarda l’interazione del creator con il “viso” dell’utente.

 

ASMR e Marketing?

Sono tantissimi i brand che hanno cominciato a fare uso dell’ASMR nelle loro pubblicità, con ottimi risultati. Ovviamente, maggior successo è stato sperimentato per tutti i prodotti che hanno impatto a livello sonoro come involucri alimentari, cibi croccanti o prodotti per la casa.

Ikea, Tic-Tac, Burger King, Michelob, Lush, Taco Bell e Dove Chocolate sono solo alcune delle tantissime “firme” che hanno fatto uso di questo trend come strategia di marketing.

Ikea, infatti, nel 2017, ha realizzato una campagna dal nome Oddly IKEA, che comprendeva un video interamente ASMR della durata di 25 di una camera per ragazzi del college con l’arredamento della marca svedese. Video che ha ricevuto più di 2 milioni e mezzo di visualizzazioni e reazioni più che positive da parte di consumatori e utenti. Un vero successo.

Anche brand italiani hanno sperimentato con l’ASMR. Coccodì, azienda attiva nel commercio di uova bio e allevate a terra, ha lanciato nel 2019 lo spot “EGGsperience”, in cui venivano mostrati, attraverso l’uso di tapping e soft spoken, ricette con uova con l’obiettivo di esaltare qualità e freschezza del prodotto.

Ancora più interessante è il caso di Dove Chocolate del 2015, che ha utilizzato l’ASMR per amplificare il rumore dell’involucro della cioccolata increspato. Dove ha voluto addirittura far testare scientificamente se gli spot di questa campagna riuscissero realmente a rilassare gli spettatori, realizzando anche una pagina web per monitorare la frequenza cardiaca degli stessi.

L’ASMR è un chiaro esempio di trend social con fortissimo impatto comunicativo, che non solo ha resistito alla sfida del tempo (fenomeno in crescita da ben 12 anni) ma ha dato uno slancio in più al marketing di numerosi brand e ha – da non sottovalutare – contribuito ad aiutare tutte le persone che soffrono di ansia o stress a trovare una forma di rilassamento, simile allo yoga o alla meditazione.

 

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